lunedì 1 luglio 2013

Il cielo è di tutti


Gli antichi osservavano il cielo con una pazienza e una cura che non ci appartengono più. Senza l'aiuto di strumenti determinarono con straordinaria precisione il movimento della Luna e dei pianeti, impararono a prevedere le eclissi e osservarono, annotandone diligentemente le caratteristiche, l'apparizione delle "stelle ospiti" che oggi chiamiamo meno poeticamente novae e supernovae.
Oggi, purtroppo, le cose sono differenti. Da una parte, l'inquinamento luminoso prodotto dalle luci artificiali delle città impedisce di vedere lo spettacolo quotidiano che l'Universo notturno rappresenta sopra alle nostre teste; dall'altra, la frenesia della vita moderna e lo sviluppo di sofisticate tecnologie rende apparentemente inutile l'osservazione dei fenomeni celesti. Perché, infatti, osservare la levata eliaca delle stelle più brillanti per stabilire quando effettuare le semine o iniziare i raccolti, o per definire le date delle feste religiose, quando abbiamo a disposizione orologi atomici che sono in grado di suddividere un secondo in frazioni infinitesime?
Troppo spesso si trascura il fatto che il cielo è di tutti, e che osservare con un piccolo telescopio i sottili anelli di Saturno, gli evanescenti sbuffi delle nebulose o le forme fantasiose di galassie lontane nello spazio e nel tempo può essere tanto emozionante da togliere il fiato. L'astronomia non è l'arida scienza di un gruppo di specialisti dal linguaggio indecifrabile; è la comprensione del mondo che ci ospita, che in qualche modo ci avvicina alla comprensione di noi stessi.
Einstein scrisse che la cosa più incomprensibile dell'Universo è che esso è così comprensibile. In un certo senso, l'Universo è semplicemente l'estensione di ciò che ci sta vicino. Dalle strade e dai parchi della nostra infanzia possiamo ora guardare oltre, verso i pianeti, le lune, le comete e gli asteroidi che costituiscono il nostro Sistema Solare. La nostra galassia, la Via Lattea, si trova in una famiglia di galassie detta Gruppo Locale, che a sua volta fa parte di un'immensa struttura nota come Superammasso Locale. Quando ci muoviamo nello spazio, tra i superammassi, possiamo dire veramente di aver lasciato la nostra casa e di iniziare l'esplorazione di quanto c'è oltre.