lunedì 1 luglio 2013

L'epopea millenaria di Isaac Asimov


L'opera complessiva di Asimov mostra l'esistenza di una sorta di progetto globale che ha guidato quasi inconsciamente l'autore verso una conclusione comune dei suoi due più importanti cicli di racconti: le Fondazioni e i robot spaziali.
Il primo prende le mosse dall'Impero Galattico che dopo oltre 10.000 anni di espansione conosce una crisi tumultuosa che sta lasciando inevitabilmente spazio alla barbarie. Per evitare migliaia di anni di oscurità e regressione lo psicostorico Hari Seldon crea un vero e proprio piano di salvataggio della civiltà. La prima Fondazione dovrà gettare le basi e guidare la transizione e la seconda costruire il futuro. La prima è camuffata da Fondazione Enciclopedica ed è composta da storici e sociologi, la seconda da psicostorici e mentalisti. Ma il piano sta per fallire quando irrompe sulla scena galattica un mutante dai poteri mentali immensi che prende il potere politico e rischia di sconvolgere i piani di Seldon e della Seconda Fondazione. Il Piano traballa, ma regge. A contrapporsi al potere delle Fondazioni fa la sua comparsa Gaia un pianeta che si comporta come un unico grande organismo. E' un modello affascinante e il dubbio tra le due opzioni concentra l'attenzione su un uomo che viene individuato come colui che dovrà scegliere per l'intera umanità il modello migliore. Si chiama Goran Trevize ed è un giovane bello e coraggioso, ma prima di prendere una decisione vuole sciogliere alcuni dubbi che gli ronzano per la testa: perché il pianeta natale dell'umanità, la Terra, non si sa più dove sia e se esiste ancora? Le leggende (sono passati quasi 30 mila anni dalle prime colonizzazioni spaziali da parte dell'uomo aiutato dai robot) raccontano di una Terra ormai completamente radioattiva e quindi inabitabile. Ma l'istinto di Goran (che è la dote per cui è stato scelto) gli dice che in questo mistero che avvolge la Terra sta la chiave di tutto. E ha ragione, perché è vero che la terra è radioattiva, ma il suo mitico satellite , la Luna, no. Al suo interno si cela una entità che ha tirato le fila della storia per farsi trovare dal Prescelto. E' un robot millenario che ha assistito l'umanità negli ultimi 10 mila anni. E' lui che ha ispirato il Piano Seldon e che ha favorito e voluto la nascita di Gaia. Il suo nome è Daneel! Si proprio il robot telepatico uscito per sbaglio dalla US Robotics, uno degli eroi del ciclo dei robot spaziali di Asimov. La storia dei robot comincia con il viaggio iperspaziale che porterà gli uomini a conquistare altri mondi dove trasferirsi e per renderli abitabili hanno bisogno del fondamentale aiuto dei robot. I cosiddetti Spaziali attuano diversi progetti di società e di progresso a seconda delle caratteristiche del pianeta abitato. Tuttavia al centro di ognuno di essi c'è sempre l'elemento robotico anche se con diverse sfumature. Con il passare del tempo gli uomini si liberano della dipendenza dai robot e danno vita ad una nuova era di colonizzazione dei mondi della galassia che sfocerà poi nella nascita dell'Impero Galattico. Qui il cerchio asimoviano si chiude. Dietro a queste scelte evolutive c'è sempre lo zampino di Daneel, che prima ha indirizzato l'umanità verso la creazione dell'Impero, poi verso il salvataggio della civiltà da parte di una élite e infine verso la democrazia planetaria di Gaia.